citazioni accidentali: #12 guido gozzano

La cara Wellen pubblica Gozzano che parla di signore e signorine “che mangiano le paste nelle confetterie”.
Per rinfrescar lo spirito, tra un dolce e un altro, una poesia che sembra ritrarre me e la Caccivia quando ci incontriamo per il tè.

wellentheorie

A me Guido Gozzano mi è sempre stato simpatico, perché in una metrica meticolosa e (quasi sempre) tradizionale scrive però di temi e usa parole che nelle poesie classiche è difficile incontrare.

Questa poesia qua, pubblicata per la prima volta nel 1907, l’ho scoperta per caso: parla di “dita confetturate”, “cioccolatte”, “superliquefatte / parole del D’Annunzio”. Parla di donne (e di paste), ne osserva le piccole differenze, le contempla, ne descrive movimenti potenzialmente allusivi, parla di bellezza, di piacere e di desiderio in un modo tutto suo.

GUIDO GOZZANO a tavola716463-2©Archivio Publifoto/Olycom

Le golose

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine –
le dita senza guanto –
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.

C’è quella che s’informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta o forma.

L’una, pur…

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