Cose che ho mangiato negli ultimi mesi e nuove intolleranze

Ciao,

sono un’Intollerante, vi ricordate di me? Sì, ecco, abbiamo un po’ il sedere pesante e ultimamente non abbiamo dato proprio il massimo di noi stesse per questo blog. Abbiate pazienza: andrete in paradiso. A differenza nostra.

C’è anche da dire che noi Intolleranti siamo anche state un po’ sfigate, gastronomicamente parlando, di recente. La Cacci mi si è gastritizzata e io sono risultata intollerante a una nuova serie di cose all’ultimo controllo.

I latticini, ok, lo sapevo. … No, no, signorina, non il lattosio, i latticini. Quindi si scorda anche l’Accadì, lo Zymil e tutti gli altri surrogati di cui ha usufruito finora.

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E poi peperoni, noci e nocciole, cavoli vari (ma che ci frega, è estate).

E poi…

POMODORI e OLIO D’OLIVA.

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Ok. E’ solo per un mese. Ce la posso fare. Basta non andare in panico. Ce la posso fare.

Dicevamo? Ah, sì, il titolo. Cose che ho mangiato negli ultimi mesi. Di seguito un elenco incompleto (perché altrimenti ora sarei anoressica e … ahahahah! Scusate) di roba provata, sperimentata, assaggiata, buttata nel secchio della rüera (spazzatura, NdT).

Enjoy.

1) Aceto balsamico di fico e olio di semi di zucca

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La Cacci è tanto una brava persona e una buona amica con doti di preveggenza. Infatti per Natale mi regalò queste meravigliose boccette, comprate in un negozio dove vendono roba sfusa (Cacci, se ci vuoi dare l’indirizzo, tutti i nostri miliardi di lettori e io te ne saremmo grati).

L’aceto balsamico di fico è, per fare dell’umorismo, una ficata. E’ buonissimo, dolce, cremoso, l’ho messo praticamente dappertutto, tranne che nel caffelatte, che tanto non posso più bere, mannaggiamme.

Olio di semi di zucca è strano, perché (guarda un po’?) sa tantissimo di zucca e quindi è molto meno versatile dell’aceto di cui sopra. Le doti di preveggenza della Cacci, però, ne hanno fatto un’ancora di salvezza quando mi hanno detto che avrei dovuto evitare come la peste l’olio d’oliva (sigh! sob!). Dà un aroma tostato particolarmente piacevole alle insalate nude e crude. Da provare.

2) Le radici di Mairano

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Premessa: mi piacciono le robe amare. Parecchio.

Detto questo, queste radici sono la cosa più amara che abbia assaggiato in vita mia e, vi giuro, non sono riuscita a finirle. Le ho bollite, le ho frullate, ci ho aggiunto della scorza di limone per rendere il gusto più fresco, le ho saltate in padella, le ho combinate alle patate per una vellutata (e per mitigarne l’amaro). Niente, nada, nisba. A parer mio, immangiabili. Rinuncio volentieri a una “dolce salute naturale”, grazie. Se però siete dei fan del fiele, potrebbe essere la vostra verdura invernale preferita.

3) Linguine limone e pepe e bottarga di muggine 

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Prossimamente un post con una ricetta che combina questi due elementi, comprati un sacco di tempo fa e mangiati altrettanto tempo fa. Le linguine sono state acquistate da Effecorta, mentre la bottarga è stata scoperta ad uno stand di Milano Golosa.

Le linguine non sono male, anche se non si sentono così tanto come speravo il limone e il pepe, mentre la bottarga è davvero eccellente. State sintonizzati per la ricetta!

4) Daikon

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Il daikon è una rapa giapponese che si trova facilmente all’Esselunga. Sa di fresco, essenzialmente. Pulisce la bocca da tutto ciò che è grasso, è croccante e fa la sua porca figura sia in insalate che nelle zuppe. Abbiate solo cura di lasciarlo, una volta pelato e affettato, per un po’ cosparso di sale, così dovrebbe (?) essere più digeribile.

5) Confetture varie (mango, cioccopera, castagne, nespole e peperoni rossi)

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Da piccola detestavo le marmellate/confetture, ora ne sono una consumatrice difficile, che le vuole strane e possibilmente bio. Che ci volete fare, sono una rompipalle.

La confettura di mango del commercio equo (Altromercato) è una roba esotica che fa inorridire l’ambientalista che è in me (mangia locale!). Detto questo, siamo creature imperfette e non si può vivere di sola Brianza (thank God): ci si prova, ma ogni tanto ci si può ribellare alle regole autoimposte, che la coerenza è tanto bella, basta che non diventi un’abitudine.

Ma torniamo cialtroni.

La confettura di mango mi piace assai, è meno mangosa di quanto mi aspettassi, ma comunque esotica, con un gusto medio tropicale che magari è quello vero del mango che si mangia in Kenya ma che io non conosco perché non ci sono mai stata. Provatela e sappiatemi dire.

Rob del Bosco Scuro è una società agricola mantovana. Avevo già visto i loro prodotti in precedenza, ma non avevo avuto occasione di provarli. Poi sono andata a fare un giro a “Fa’ la cosa giusta!” (sì, ok, era marzo) e li ho conosciuti di persona. A parte che sono delle persone carine e simpatiche, con le marmellate mi hanno anche regalato l’assaggio della confettura Cioccopera che, benché io non sia un’amante delle pere (… vi lascio il tempo di fare la battuta), ho trovato semplicemente divina. Forse ci avrei aggiunto un po’ più di cioccolato, ma solo perché sono senza vergogna.

La confettura extra di castagne è la mia preferita, che sa di castagne per sul serio, mica di zucchero aromatizzato. Quella di nespole è strana, ma piacevole e, soprattutto, non allappa la lingua come temevo (che a me le nespole fanno sempre un po’ senso, tipo che mi ritrovo con la faccia di Suppaman quando mangia un umeboshi).

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La confettura di peperoni che vedete in foto, ahimè, non l’ho ancora provata, per la storia delle intolleranze. Ma sono certa che sarà una goduria. Vi terrò informati, che so che non state nella pelle.

Ecco, questo è tutto, per il momento.

Promettiamo di tornare con nuove mirabolanti ricette molto presto, vero Cacci? 🙂

Bratinez

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7 pensieri su “Cose che ho mangiato negli ultimi mesi e nuove intolleranze

  1. L’ha ribloggato su Ufficio di Coccolamentoe ha commentato:
    Buongiorno tesorini,
    forse non tutti sanno che sfogo la mia sana dose di odio per il mondo in un blog di cucina assieme alla mia temibile amica Caccivia.
    Siamo state un po’ ferme, ma ora siamo tornate cariche di intolleranza.
    Enjoy the dark side of the Coccole 😉

  2. Ma allora è per quell’aceto balsamico che vedi dei fichi dappertutto anche quando si parla di fisici! È tutto chiaro, adesso. (a “Fa’ la cosa giusta!” magari ci siamo anche incontrate!) 🙂

    • Eh sì, è proprio per l’aceto. M’han detto. Già. Non per la mia inconscia continua ricerca di fichi. D’altra parte, non è ancora stagione.
      Ma quindi la Wellen mi gravita attorno a Milano? O eri qui apposta per la fiera?

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