Tashkent non (Pane uzbeco altisonante)

Quando sei il demone dell’odio hai conoscenze altrettanto scontrose. Ma ne hai, voglio dire, anche Hitler aveva amici.

Gli amici miei, invece di organizzare treni e disegnare pigiami a righe, vanno in luoghi sconosciuti ai più, tipo l’Uzbekistan, e tornano con interessanti oggettini dal nome a loro sconosciuto. Ci stampano il pane, m’han detto, e li vendeva uno con la barba fino ai piedi, come facevamo a lasciarli lì, e tu sei sempre con le mani in pasta, quindi…

chekich

Quindi nulla, mi son documentata e ho scoperto che il punzone con tulipano che mi è stato recapitato dall’altra parte del mondo si chiama chekish. Capirete che ho dovuto cercare anche una ricetta per metterlo all’opera, questo cosetto: ne ho trovata una su instructables, ma ho deciso di esser buona e riadattarla alle dosi occidentali pesando la farina dosata con mie amate cups mmeregane con una poco sofisticata bilancia. Approfittatene.

TASHKENT NON

Cosa vi serve

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farina 0, 480 gr

farina integrale, 140 gr (io ho usato quella di farro)

acqua tiepida, 300 ml

latte, 100 ml + altro per spennellare

zucchero di canna, 1 cucchiaino

lievito di birra secco, 12 gr (1 cucchiaio da tavola)

sale, 1 cucchiaino e 1/2

strutto o olio d’oliva, 2 cucchiai

semi di sesamo nero o di papavero, a piacere (opzionali)

Come si fa

Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida nsieme al cucchiaino di zucchero e aspettate circa 10 minuti. Nel frattempo, versate le farine nella ciotola della vostra planetaria o su una spianatoia di legno.

Passati i 10 minuti, sulla superficie del mix di acqua e lievito si sarà formata una schiumetta. Aggiungete il latte alla miscela e versate tutto sopra le farine. Se avete la planetaria, date una mescolata sommaria con un cucchiaio e avviatela a bassa velocità montando il gancio. Fate andare per circa 10 minuti, finché l’impasto non sarà uniforme. Per ultimi, un goccio alla volta, aggiungete lo strutto (o l’olio) e il sale.

Se non avete la planetaria, invece, impastate tutto a mano versando il sale sulla farina insieme agli ingredienti liquidi. All’inizio l’impasto sarà appiccicoso, ma cercate di non aggiungere troppa farina. Spalmate lo strutto o l’olio sulla palla d’impasto verso la fine della lavorazione.

Vi consiglio caldamente di usare lo strutto. La SVGNA non è sempre un male e in più è una miglioratrice dell’impasto che aumenterà la durata del prodotto finale. Grazie, maiali.

Il vostro impasto dovrebbe essere molto elastico e liscio.

Ungete leggermente una grossa ciotola e la palla d’impasto e mettetela a lievitare coprendo con pellicola per circa 2 ore, finché non sarà raddoppiata di volume.

Passato questo tempo, dividete l’impasto in 4 parti uguali, arrotondatele a palla e schiacciatele con il palmo della mano. Disponetele sulla placca del forno coperta di carta forno o foderata con un tappetino di silicone, e con le nocche di due dita formate un incavo al centro, così:

Coprite e lasciate lievitare per altri 20 minuti. Nel frattempo, accendete il forno a 240°.

Quando il forno è caldo, punzecchiate il centro dell’incavo con una forchetta o con il vostro chekish. Spennellate le pagnotte con del latte e spolveratele con i semi, se vi piace, e infornate.

Cuocetele per circa 30 minuti, finché non saranno dorate.

Sbranatele calde, nel caso congelatele appena si raffreddano.

Caccivia

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