Vellutata baffuni di cavolfiore, patate e cipolle al forno

Calore, a me!

Calore, a me!

C’era una volta un orsetto polare che, in preda a un dubbio esistenziale, andò da mamma Orsa  Polare e le chiese:

“Mamma, ma io sono un orsetto polare?”

“Sì, tesoro”

“Ma polare polare?”

“Certo amore”

“Mah” fece l’orsetto.

Così andò dal padre e gli pose le stesse domande, ottenendo le stesse risposte. E così dai fratelli, dagli zii, dai cugini e dai vicini di casa. Niente, sempre la stessa risposta, “Sì, sei un orsetto polare”. Eppure qualcosa non tornava al piccolo orso.

Un giorno vennero i nonni a trovare la famiglia e l’orsetto si disse che, in tutta la loro saggezza, avrebbero potuto sciogliere i suoi dubbi. Così chiese:

“Nonni, voi che siete vecchi e saggi, potrete rispondere a questa domanda: ma io sono un orsetto polare?”

“Ma certo, piccolo mio” disse la nonna.

“Sicuro!” disse il nonno.

“Ma polare polare?”

“Sì”

“Ma polare polare polare proprio polare?”

“Ma sì, perché?”

“Eh, ho freddo”

Insomma, oggi andiamo con la prima ricetta autunnale. Sa di patate arrosto, però è una vellutata. Conforta e riscalda.

Letta e rifatta per il mio palato a partire da qui.

Cosa vi serve (per 2)

1 cipolla bianca grande

2 patate farinose grandi

1 cavolfiore piccolo o mezzo grande

una manciata di mandorle tostate

il succo di mezzo limone (ma andate a gusto)

750 ml di brodo vegetale

1 rametto di rosmarino

olio

sale, pepe

Come si fa

Accendete il forno a 200°C. Pelate le patate e le cipolle. Tagliate a pezzettoni della stessa misura le verdure e distribuitele in una teglia da forno. Togliete gli aghi al rosmarino, tritateli e distribuiteli sulle verdure. Condite con olio, sale e pepe e mescolate il tutto.

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Sbattete in forno per un’ora e ricordatevi di dargli un occhio. Ogni tanto date una mescolata alle verdure, prima che quelle in cima carbonizzino e le altre appassiscano nell’indifferenza generale.

Quando sono pronte, toglietele dal forno e spremeteci sopra il succo del mezzo limone mentre le verdure ancora fumano. Mescolate e lasciate raffreddare un po’ – affinché si impregnino dell’aroma del limone.

Passatele al frullatore a immersione un po’ per volta, aiutandovi con il brodo vegetale (ognuno, in coscienza, è libero di farlo come gli pare, con le verdure o con la polvere, ma un giorno il vostro corpo potrebbe ribellarsi al glutammato, sappiatelo), lasciando da parte qualche pezzo intero per la guarnizione e mettete la purea sul fuoco finché comincerà a sobbollire. Aggiustate con più brodo se troppo densa.

Servite con le mandorle, i pezzi di cavolfiore/patate/cipolle arrosto e un giro d’olio. Mangiatela e sentitevi amati.

Se volete, nell’originale ci mettono sopra, a scelta, crostini, prezzemolo, aceto balsamico, olio aromatizzato, pepi esotici e una roba chiamata sriracha. Fate voi.

Bratinez

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